Metodologie di valutazione

Le metodologie di valutazione applicabili ad Aziende, Start up, Rami di impresa, Beni di impresa, si basano su dati quantitativi e qualitativi, e dipendono dalla disponibilità di dati a consuntivo ovvero prospettici.

La scelta tra i vari modelli deve tener conto di un insieme di elementi che nel caso concreto occorre affrontare.

È opportuno evidenziare che un primo elemento che influenza la scelta è costituito dalla disponibilità dei dati (storici o prospettici) e dalla finalità della stima. La finalità dell’incarico è un elemento determinante che influenza la scelta del modello valutativo.

La scelta del metodo è inoltre fortemente condizionata dal modello di business e dal settore di riferimento. Tale elemento rende necessario considerare anche il vantaggio competitivo e le potenzialità di crescita futura. Una volta tenuto conto delle variabili determinanti che influenzano le scelte, si passa all’esame degli “ulteriori elementi” da tenere in considerazione nella scelta della metodologia valutativa:

– fase del ciclo di vita in cui si trova l’impresa:  nella fase di start-up comporta che le stime potranno essere condotte su ipotesi prospettiche, fondate da piani aziendali e  dati reperiti per il processo di stima; nella fase dello sviluppo si utilizza il tasso di crescita del fatturato e degli investimenti ( elementi fondamentali per l’adozione delle metodologie dei flussi); nella fase della maturità, si potranno adottare i modelli fondati su grandezze medio-normalizzate che rappresentano i diversi stadi di vita dell’impresa;

– dati disponibili: tale aspetto assume maggiore peso nelle PMI, non supportate da uffici amministrativi in grado di offrire l’affidabilità e i dati contabili/previsionali presenti invece nelle imprese di rilevanti dimensioni;

– andamento dell’economia: nei periodi in cui l’andamento economico è stabile, è più semplice adottare metodi che si fondano su supposizioni (metodi finanziari); di contro è più complesso adottare tali metodi in periodi di particolare crisi ovvero crescita economica.

– tipologia di attività svolta: appare chiaro come se per una società esercitante attività commerciale assume molto peso il valore del patrimonio (comprensiva anche del valore degli intangibili come marchi, brevetti e autorizzazioni), per una società produttiva è l’Ebitda (earning before interest, taxes, depreciation and amortization) ad assumere un’importanza essenziale;

– localizzazione dell’impresa: la localizzazione dell’Azienda è influenzata dai fattori logistici, rischio paese, dall’ambiente sociale, politico legislativo, mercato di sbocco ed approvvigionamento.

Passando ad esaminare i Metodi utilizzati nella prassi, la valutazione quantitative nel caso di Azienda ongoing, che presentano bilanci degli esercizi precedenti, può essere effettuata con i Metodi Tradizionali:

La determinazione dei tassi di attualizzazione viene effettuata attraverso la tecnica del Capital Asset Pricing Model, e Wacc (costo medio ponderato del capitale).

Prima di procedere nell’applicazione di tali metodi bisognerà determinare i tassi. Il modello teorico del metodo CAPM (Capital Asset Pricing Model) è tipicamente alla base della determinazione del tasso da adottare, presuppone la determinazione di tassi di rischio, free risk, beta, inflazione, tassazione.

I metodi quantitativi

La valutazione di Start up, se basata su dati prospettici, può essere condotta attraverso i seguenti metodi quantitativi:

La valutazione di Start up, se basata su dati prospettici, può essere condotta attraverso i seguenti metodi qualitativi

Quando si dispongono dei Bilanci di un’azienda di almeno tre anni di vita, la scelta tra i metodi tradizionali, seppur non condizionabile, può tener conto delle differenti scuole di pensiero fra i sostenitori dell’applicazione delle metodologie reddituali (tipiche della cultura aziendalista europea, trainata dalla scuola tedesca e italiana), ed i sostenitori dei metodi finanziari (tipiche della cultura anglosassone).

Come scegliere i metodi di valutazione per un’Azienda ed una start up?

In generale la metodologia finanziaria (DCF) è preferibilmente applicabile alle Aziende che producono flussi di cassa costanti o crescenti a un tasso costante.

Nella prassi operativa si riscontrano delle situazioni in cui la valutazione con il metodo finanziario (DCF) risulta preferibile rispetto a quella reddituale:

I criteri di valutazione per le start up sono largamente utilizzati dagli operatori del mercato del capitale di rischio, i quali necessitano di modelli valutativi estremamente flessibili, che fondano la loro valutazione su elementi di astrazione imprenditoriale, trascurando la componente tipicamente finanziaria desumibile dalla consultazione dei libri e documenti sociali. La determinazione del valore economico del capitale potrà essere esperita proiettando la valutazione su un unico scenario o su scenari alternativi ponderabili con specifiche probabilità che l’evento si verifichi. Successivamente, il risultato così ottenuto verrà trascinato alla data odierna, attraverso il supporto delle tecniche di attualizzazione. I metodi di valutazione alternativi sono in grado di cogliere anche gli elementi di matrice più qualitativa ed intangibile che impattano sul valore finale del capitale economico dell’impresa. Infatti, accanto agli elementi di natura strettamente quantitativa, tengono conto anche di una componente qualitativa derivante dall’analisi sul management, sull’imprenditore e sull’organizzazione interna che può comportare alternativamente sia un incremento che una diminuzione del risultato ottenuto dai calcoli.

Nel caso in cui la finalità di valutazione sia la determinazione del pre-money ante raccolta in crowdfunding a e/o  quotazione, è opportuno  adottare il metodo finanziario, l’Eva e il metodo dei multipli.

In conclusione, i metodi reddituali e finanziari sono considerati più prudenti in quanto si fondano su dati certi, ovvero facilmente prevedibili sulla base di dati storici. Tale considerazione consente di comprendere il motivo per cui di contro le start-up, possono essere valutate difficilmente con gli stessi metodi che vengono applicati alle aziende tradizionali. Dei metodi di valutazione delle start up non ce n’è uno più valido di un altro in assoluto, ma ognuno può far risaltare o minimizzare quelle che sono le caratteristiche peculiari della Start-up.

A differenza del metodo precedente qui viene prevista l’esistenza di flussi di cassa positivi tra il momento dell’investimento e quello della cessione della quota. Inoltre, dato che il metodo ipotizza tre scenari contribuisce a rendere la stima più realistica.

 

a cura di Fernando Del Rosso

Innovation Manager & Dottore Commercialista

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